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Nel centro di Bagno di Romagna, affacciata su
Piazza Ricasoli, si puo'
ammirare la Basilica di S. Maria
Assunta: solida, essenziale, e' il gioiello romanico della cittadina. Lo storico camaldolese Fortunio ne fa risalire la fondazione all' 860,
ed e' stata per secoli il fulcro culturale,
religioso e sociale di tutta l'alta valle
del Savio, tanto che i
benedettini costruirono a fianco del lato destro della basilica un
monastero, occupato successivamente dai Camaldolesi. Nel
corso dei secoli, la chiesa e' stata rimaneggiata piu' volte e oggi la vediamo a una navata con sette
cappelle per lato e nove altari. Il campanile alto 39 metri e costruito in tre fasi distinte, faceva probabilmente parte nel
medioevo anche del sistema difensivo del castello con funzione di torre. L'attuale portale di
S.Maria, inserito su un precedente portale con arco a tutto sesto mostra alla sua destra (sopra l'ingresso dell'ex monastero) lo stemma dei
Camaldolesi che furono ininterrottamente presenti dal 1299 al 1808. L'interno vale una sosta prolungata
per ammirare le numerose e pregevolissime opere artistiche (poste prevalentemente nelle cappelle laterali). La
fonte
battesimale risale al Mille, ma e' interessante anche il tabernacolo situato nella quinta cappella a sinistra, attribuito alla
scuola di Giuliano da Maiano.
"Sant' Agnese" e' una statua in terracotta invetriata, di Andrea di Marco
Della Robbia (fine XV secolo) e raffigura la giovane martire mentre stringe nelle mani i simboli della palma, del libro e
dell'agnello. La statua e' alta 135 cm e verniciata successivamente in smalto bianco e' stata riportata ai suoi vividi colori originari nel 1992. La scultura lignea raffigurante San Sebastiano, risale
all'inizio del XVI secolo ed e' di autore ignoto. Custodito nella terza cappella a destra e' stata per lungo tempo ricoperta di smalto bianco, fino a quando nel corso dell'ultimo decennio e' stata restaurata.
La "Madonna col Bambino" (del secondo decennio del XV secolo) e' un rilievo in stucco policromo, costituito da un unico pezzo
integro, cavo sul retro e sotto la base. E' attribuita alla scuola di Donatello e alcuni piccoli fori sul collo e nel polso della Madonna, fanno
pensare
che l'opera (oggetto di grande venerazione) sia stata ornata da decorazioni,
applicate con lo scopo di impreziosirla. "La nativita'- Adorazione del Bambino" e' un
olio su tavola, di anonimo
toscano del XV secolo. Rappresenta Gesu' Bambino adorato dalla Madre,
dalla Maddalena e dai Santi Bartolomeo, Francesco, Caterina. Il dipinto
e' formato da sei assi di legno di pioppo, disposti in senso orizzontale
e tenute da due traverse, fissate con chiodi. "Il trittico di Neri di
Bicci" e' una tempera su tavola (cm 270 x 230)
e commissionata nel 1467 dal Priore Alessio al pittore fiorentino Neri
di Bicci (1419-1491). E' collocata nel coro, situato dietro l'altare maggiore. Il pannello centrale raffigura Maria Assunta nell'atto di porgere la sacra cintola a Tommaso Apostolo la cui immagine si staglia sul
fondo oro della tavola. In primo piano e' dipinto un sarcofago decorato
avente molte varieta' di fiori lungo i bordi superiori. Nello sfondo appare un paesaggio collinare, tipicamente toscano. Il pannello
di sinistra reca le figure in piedi di San Benedetto, Giovanni Battista e Pietro.
Nel pannello di destra sono invece le immagini di San Romualdo, Sant'Agnese, San Paolo. Nella dodicesima cappella a sinistra e' collocata una xilografia raffigurante la "Madonna del Sangue", cosi' chiamata per il
miracolo del sanguinamento dal polso sinistro della Vergine; un episodio
riportato negli annali camaldolesi del 1498. Anche quest'opera e'
anonima. "La Madonna col Bambino tra S. Giovanni Battista e S.Giovanni
Evangelista" e' un olio su tavola, attribuito a Michele
Tosini
detto Michele di Ridolfo del Ghirlandaio (Firenze 1503-1577). Un' altra pregevole opera del
XVI° secolo sono "Gli angeli in volo e colomba dello spirito
Santo. Le dimensioni del dipinto sono cm 130 per 270,
realizzato dal Sogliani, probabilmente costituiva soltanto la parte terminale di una grande pala d'altare che
rappresentava l'annunciazione; un tema che costituisce l'oggetto di un'altro dipinto, realizzato nel 1584 (cm 168 x 115).
Il crocifisso della chiesa e' una scultura lignea del XV sec. a grandezza quasi naturale. Solenne e' il volto
nello strazio dell'agonia con la tensione del corpo risolta in ritmi armonici e pacati. La tradizione vuole che l'opera sia giunta a Bagno di Romagna trasportata dalla piena
del fiume Savio, dopo esservi stata gettata dagli abitanti del paese di
Verghereto, dove era venerato presso il Monastero di S. Michele Arcangelo. Raccolto miracolosamente illeso, fu trasportato nell'oratorio della
Santissima Annunziata posto fuori il Borgo. Nel 1778 l'oratorio fu soppresso e il crocifisso fu collocato all'interno della Basilica nella cappella del Ss. Sacramento. Il crocifisso non e' solo per i bagnesi un opera d'arte, ma un elemento importante del culto religioso. "La Vergine in trono e i Santi Battista e Francesco" e' un affresco proveniente dalla Sala della Ragione del Palazzo dei Conti Guidi, sede
dell'autorita' di Governo del Capitano Bagnese, dalla quale fu distaccato nel
1959. L'opera e' di un anonimo e risale alla fine del XV secolo e dato
che la Sala nella quale si trovava era quella dove i capitani amministravano la giustizia, e' stata avanzata l'ipotesi che il dipinto servisse
a richiamare testimoni e imputati al sentimento religioso delle proprie
dichiarazioni di fronte alle autorita' supreme. Terminiamo la nostra breve panoramica sulle opere d'arte di S. Maria Assunta, citando la "Madonna della Rosa o del Romitorio; tempera su tavola attribuita al Maestro di S.Ivo
(1400-1405). Originariamente costituiva lo scomparto centrale di un polittico
smembrato. Questa splendida tavola proviene dal Romitorio della Visitazione situato a 1 km a monte di
Bagno di Romagna, da dove nel 1481 fu trasferita nel borgo per iniziativa del priore Alessio di Castello. La Madonna e' seduta in un tappeto rosso decorato a racemi aurei, secondo la posizione tipica della Madonna
dell' Unita'. Sulla Piazza Ricasoli si affaccia un altro edificio storico di Bagno di
Romagna; Palazzo Biozzi. Pregevole ed elegante fu eretto durante la dominazione Fiorentina dalla facoltosa famiglia locale, che al palazzo ha
dato il nome. Oggi ospita uno dei tre stabilimenti termali, il Grand Hotel
Terme Roseo. Se dalla Piazza (avendo la chiesa alle spalle) voltiamo a
sinistra, sulla via Fiorentina, si incontra un altro stabilimento termale; le Terme di
Sant'Agnese, che e' il piu' antico, nonche' proprietario
della sorgente dell'acqua calda. La via poc'anzi citata e' ampia, rettilinea e attraversa il nucleo piu' antico dell'abitato.
Percorrendola nella stessa direzione delle Terme di Sant'Agnese si puo' ammirare e visitare il Palazzo del Capitano, cosi' chiamato, perche' era la sede dei governanti che Firenze inviava a reggere le sorti del governo locale. Sul fronte del Palazzo sono affissi numerosi stemmi in pietra che rimandano all'identita' dei Capitani che si succettedero nel periodo dell'illuminata dominazione Fiorentina. All'interno del Palazzo e' stata posta la sede del Centro Visite del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Il centro costituisce il primo approccio alla conoscenza e alla visita del Parco Nazionale anche grazie ad avvincenti allestimenti visivi, in grado di raccontare natura, storia e cultura di questa grande area, in maniera simpatica e coinvolgente. Nel centro storico vale la pena di percorrere altre due antiche strade; Via Palestro i cui sovrappassi ottocenteschi collegavano gli antichi palazzi con gli orti e i giardini e la Via del Voltone, che era la sede degli artigiani del legno nonche' primo insediamento medievale del paese. Fra le molte passeggiate che sono possibili nei dintorni di Bagno, una delle piu' piacevoli e facili e' quella diretta alle sorgenti del Chiardovo, dove sgorga l'acqua sulfurea. La sorgente e' vicina all'estremita' sud del paese, e per giungervi, tutto quello che si deve fare e' attraversare un bel viale alberato.
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