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A soli 2 km a sud-ovest dal capoluogo, in direzione di Sogliano
e' possibile visitare il borgo e
la bella Pieve di Santa Paola che si fregia di un buon numero di
affreschi e dipinti. Innanzitutto vi sono custoditi
5 paliotti, uno dei quali collocato sotto l'altare, ricopre il sarcofago in pietra grezza che ha contenuto le ossa
di Santa Paola fino al 1801. La memoria della Santa Pastorella e' raffigurata nel dipinto del 1748 (di autore
ingoto) intitolato "Santa Paola tra San Sebastiano e San Francesco da Paola" e posto sull'altare maggiore. L'olio su tela
Santa
Caterina d'Alessandria e l'affresco Madonna col bambino sono invece attribuiti al pittore forlivese
Livio Agresti (1508-1580).
Proseguendo oltre S.Paola per sei km si giunge a Cento; piccolo agglomerato collinare disposto sul crinale delle vallate del
Rubicone e del Rigossa. La Chiesa di Santa Maria Vergine si trova sulla via provinciale e conserva la preziosa
Madonna in trono con Bambino e Angeli. E' una tempera su tavola di autore anonimo databile primi decenni del XV sec. L'originale e' oggi
conservato per motivi di sicurezza nella Chiesa di San Biagio a
Roncofreddo. Nella Pieve di Cento c'e' solo una perfetta
riproduzione di quella che e' considerata una delle opere migliori del periodo tardo gotico in Romagna.
2 KM oltre Cento si giunge a Monteleone, piccolo borgo medievale, chiuso a mezzaluna attorno al
castello che da fortificazione fu trasformato in palazzo di campagna intorno alla meta' del 700. Nel 1745, l'arcivescovo di Ravenna
Ferdinando Romualdo Guiccioli, lo diede al fratello Ignazio. Alla famiglia Guiccioli resto' fino al 1960, anno in cui fu
venduto ai conti volpe. Vi soggiorno' anche il poeta George Byron, amico della moglie di Alessandro
Guiccioli, Teresa Gamba,
e probabilmente fu anche luogo di riunioni carbonare. Oggi e' abitazione privata.
Per giungere a Musano invece, bisogna procedere, da Roncofreddo per 4 km, in direzione Cento.
Musano e' un Piccolo borgo rurale le cui prime notizie, desunte dal Codice
Bavaro, risalgono al VII secolo. La localita'
era feudo dei Vescovi di Ravenna che nel corso del loro dominio ne avevano esteso il territorio.
La Chiesa di San Giuliano (Via Provinciale - Visitabile - tel. 0541-949154), e' opera dei Monaci Benedettini di Rimini che la
fecero costruire intorno al Mille e la dedicarono al Santo, la cui tomba era custodita presso
il monastero riminese. La chiesa e' legata anche al passaggio di Giuseppe Garibaldi in fuga verso Venezia. Pare, infatti
che la facciata debba la sua attuale sistemazione all'Eroe dei due Mondi che volle con un lascito, esprimere la propria
gratitudine a Musano che in quel frangente lo accolse con calore, inviando viveri e accogliendo in Chiesa i suoi soldati
laceri e stanchi. " Piu' distanti da Roncofreddo sono i paesi di Sorrivoli (13 km) e
Montecodruzzo (24 km dal capoluogo e a 15 da Cesena). L'antico toponimo del luogo "Subripola", fa riferimento ad un abitato ubicato su una collina e irrigato da piccoli rivoli.
Fu un luogo importante essendo posto sul confine tra Roma e la
Gallia, tanto che e' nata intorno ad esso una
diatriba mai risolta: ovvero, se sia o meno lo storico Rubicone il torrente Pisciatello (o
Urgone), che scorre piu' in basso ai confini
di Monteleone. Il castello fu proprieta' degli arcivescovi di Ravenna, quindi dei Malatesta (1237), dello Stato della Chiesa (1290),
e dei Roverella di Cesena (XV sec.). Ritiratosi qui, vi mori', nel 1525, il Conte Filiasio
Roverella, arcivescovo di Ravenna e con questa famiglia, il castello conobbe il suo massimo splendore. Al suo interno era attivata anche
una stamperia. Estinta la famiglia Roverella, il castello passo' agli Allocatelli Fabbri e poi, dopo i bombardamenti del
'44 alla prebenda parrocchiale. Oggi e' adibito a Chiesa e abitazione.
I sotterranei del maniero sono vasti cameroni con copertura a volta che, fino al
XVI, secolo venivano utilizzati come scuderie.
Costituiscono uno spazio suggestivo ancora perfettamente agibile. Il
maschio invece, e' un solido parallelepipedo in muratura, privo di merlatura come del resto le cortine, occupa il centro
della corte interna del castello. Il paese di Monte Codruzzo, situato a 439 metri sul livello del mare, e' il punto piu' alto del territorio comunale. Alcuni reperti
archeologici confermano che in epoca romana esisteva qui un quartiere militare. Fu un possedimento degli arcivescovi
di Ravenna fino al 1484 e successivamente fu dato in signoria a Carlo
Malatesta che, alla sua morte lo lascio' a Leonida
Malatesta e quindi a Giacomo. Alla morte di quest'ultimo la famiglia trasferi' la propria residenza a Montiano e il figlio
Carlo Felice cedette il Castello al Conte Antonio Ruini di Bologna, che lo tenne fino al 1701. L'anno
successivo il Castello
fu ceduto agli Albizi di Cesena e successivamente alla congregazione dei
baroni di Roma.
In via Garampa e' possibile visitare la chiesa di Santa Maria Liberatrice di
Montecodruzzo che fu costruita nel 1572 per volonta' di Giacomo Malatesta in
riconoscenza alla Madonna per la sua liberazione dai turchi. Ubicata su un poggio e un luogo di
straordinaria intensita'. Contribuiscono l'atmosfera il silenzio che l'avvolge, il piccolo borgo, delimitato, in basso dalle Valli del Pisciatello e
dell'Ansa, e la veduta aerea che si gode da suo attiguo balcone. Accanto alla chiesa si notano i resti del
monastero dei
frati Minori Osservanti, costruito nel 1573 e abbandonato agli inizi del XVII secolo, quando il castello di Montecodruzzo
fu ceduto dai Malatesta ai Ruini. Tutta la facciata della chiesetta, mai rimaneggiata e' rimasta come allora, anche le
robuste inferriate alle pareti sono dello stesso periodo. Sull' altare maggiore e' possibile ammirare
l'olio su tela, del XVI secolo, intitolato S.Maria
Liberatrice che mostra
in basso, la famiglia di Giacomo Malatesta devotamente genuflessa.
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