|
  |
 |
A 1 chilometro e mezzo ad ovest di
Sarsina, sulla S.P. n° 128, in direzione Ranchio, si puo' visitare l'agglomerato medioevale di
Calbano. L' area fu abitata sin dai tempi degli umbri, che come i
romani e il Vescovo Conte nel nedioevo, lo utilizzarono come fortezza. Il Castrum
Calbanae, entro' in possesso della diocesi di Sarsina nel 1220, per concessione dell' imperatore Federico
II. Il borgo medioevale, abitato da 12 famiglie, e' molto
bello, fatto di
piccole case, gradini di pietra, due torri a difesa e una chiesetta dedicata a S.
Antonio; e' di origine seicentesca, addossata alle mura del borgo viene aperta occasionalmente e offre dal
suo sagrato una vista a picco sulla vallata. Sotto il borgo, in un'alveo naturale degradante, e' stata costruita l'
Arena Plautina per le recite classiche estive. Ottima acustica, perfetta
visibilita', circa 1100 posti, l'Arena, con i suoi
spettacoli, e' una delle attrazioni di Sarsina. Seguendo la provinciale 128 per altri 17,5 km si puo' visitare la piu' popolosa frazione del comune,
Ranchio, dove si puo' ammirare la bella Chiesa di S.Bartolomeo
nella quale e' custodito un sarcofago bizantino, costruito con due lastre del V sec. raffigurante in marmo greco, pavoni e agnelli.
Dato che il pittore Michele Valbonesi e' il figlio piu' illustre del paese, la
chiesa non poteva
non ospitare alcune delle sue opere. "La Madonna col Bambino in gloria" e' un
olio su tela del
1756, dove la Madonna compare tra i Santi, Antonio da Padova, Sebastiano,
Lucia e Ambrogio.
"Il Martirio di S.Bartolomeo" e' pala d'altare e olio su tela, dipinto nel 1755. Rientra tra
le opere piu' significative del pittore ranchiese e mostra piu' di altre la freschezza e la spontaneita'
espressiva del suo stile. Sempre del 1755 sono i "15 misteri del Rosario" che e' un' ancona, giunta fino a noi
mutilata della parte centrale che era un pezzo mobile, con la funzione di
occultare la nicchia. Le opere realizzate dall' artista di Ranchio, sono presenti anche nella
chiesa di S. Romano, posta
a 6 km da paese. La "Curtis" di S.Romano viene citata per la prima volta nel 1027, quando il
Vescovo Uberto di Sarsina, richiese a Corrado II, di prendere sotto la protezione imperiale la Chiesa di
Sarsina, con i suoi castelli e tutti gli altri beni. Della chiesa si ha notizia per la prima volta nel 1591 e le opere del
Valbonesi sono: "Transito di S.Giuseppe
e i Santi Antonio Abate e Romano" del 1763 e la
"Madonna fra i Santi Caterina da Siena e Domenico
e i 15 Misteri del Rosario" (olio su tela, dell'anno precedente), realizzato per la Ss. confraternita del Rosario.
Se da Sarsina, invece che inoltrarsi nella val Borello, si procede lungo la ss.71 in direzione di
S.Piero in Bagno, deviando sulla sinistra per S.Martino-Monteriolo, con solo due km di viaggio e'
possibile desinare in un Palazzo Baronale, quello del Piano. Da pochi anni, infatti e' stato adibito a ristorante e albergo, quello che dal '5OO era un comodo palazzo residenziale dei Conti
Bernardini. Fu ampliato nel '700 con graziose loggette. Il
salone cinquecentesco insieme alla Cappelletta di S.Carlo
Borromeo, fatta costruire nel 1733 dal conte
Ferrante Bernardini, e' la parte
piu' interessante del Palazzo; i suoi affreschi raffigurano sei immagini femminili e lo stemma di
un Bernardini guerriero. Non lontano dal Palazzo del Piano, vi e' un' altra ex-proprieta' della famiglia
Bernardini, il
castello di Casalecchio. Ricordato nel 1179 come soggetto alla chiesa di
Sarsina, fu dato da Guidobaldo II d'Urbino per meriti di Guerra, ai Bernardini i quali nel 500 lo adattorono ad abitazione.
Oggigiorno il castello e' stato lottizzato in abitazioni, ma rimane comunque visitabile
chiedendo al proprietario.
|
|
 |
|