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Il
municipio ha sede in un bel palazzo padronale (noto anche come
"ex palazzo Mariani"), le cui
sale sono abbellite da interessanti affreschi e da lapidi
storiche, tra cui uno stemma di
S.Marco, fatto predisporre all'inizio del 1500, quando la Serenissima aveva occupato numerose localita' romagnole e anche
Ramberto Malatesta, signore di Sogliano, era pronto a sottomettersi.
Il teatro comunale si trova in Piazza Mazzini era originariamente parte di un convento francescano esistito ai tempi di Ramberto
Malatesta. Il convento si trasformo' poi in un Palazzo appartenuto a don Orazio Antimi e da una sua ala fu fondato nel 1867 il teatro. Il 15 novembre
1997 e' stato inaugurato nuovamente dopo un radicale restauro che ha portato la capienza a 131 posti a sedere. Nella vicina
Piazza Matteotti e' visitabile l'ex casa del fascio (realizzata su interessamento dello stesso
Mussolini), che oggi e' una sala polivalente e deputata all'accoglimento di varie
iniziative, fra cui quelle organizzate dalla Pro Loco. Le chiese di Sogliano ospitano
notevoli opere d'arte. La chiesa del Suffragio, costruita nel
1690, offre tre bei dipinti e un Paliotto d'altare realizzato in
scagliola policroma per
opera degli scagliolisti Nicola Onofri e Domenico Flamini di Verucchio nel 1713. La "Madonna delle
Vigne" e' una pala d'altare di autore anonimo e datata 1575. Il quadro era collocato precedentemente nell' oratorio cimiteriale, mentre il
"Battesimo di Cristo" e' un olio su tela attribuito alla
scuola del Guercino. Anche "la Madonna dello Spasimo" fu realizzata da un anonimo (non dopo il
1520) ed e' collocato a destra dell'altare maggiore. La chiesa parrocchiale e' imponente e si hanno sue notizie sin dal 1144. Fu scelta da alcuni Malatesta come sepoltura e al suo interno, sotto
il pavimento riposa Carolina Pascoli, sorella del poeta Giovanni, che e' stato il primo cittadino
onorario di Sogliano. Il legame tra la cittadina Romagnola e il famoso poeta fu molto forte, non
solo perche' qui vi abitarono i parenti piu' cari, ma anche perche' fu prediletto luogo di ispirazione poetica ("piccolo grandemente amato paese di Romagna"). Sulla nota prelibatezza del
formaggio di fossa vi invitiamo a leggere l'apposita pagina allestita
su questo sito o di visitare il sito della Pro Loco che organizza con grande cura la sagra ad esso dedicata.
Fra i luoghi da visitare e' d'obbligo recarsi allo straordinario museo del
disco. Unico in Italia
raccoglie e illustra i 110 anni della registrazione sonora, dove fa bella mostra di se una ricca
collezione di rarita' e di pezzi unici. Il museo, allestito da un privato con una cura e una meticolosita'
scientifica, e' situato in via Ricci al n° 62
ed e' visitabile telefonando allo 0541-948418. In direzione
Montetiffi, a 8 km da Sogliano, aggrappato a una rupe fu costruito nel medioevo Castrum Petrae
Bizingorum, oggi Pietra dell'Uso. La chiesa della Nativita' di Maria spicca con il suo
campanile a guardia della valle e in asse al primitivo ingresso c'e' una cappella a pianta quadrangolare, mentre al bel campanile fondato sulla roccia si accede dall'esterno. La chiesa e' stata
attiva come parrocchia fino agli anni '60, quando in seguito allo spopolamento
dell'appennino e'
caduta in disuso. Il borgo medievale di Montetiffi, si trova a 3 km da Ponte dell'Uso ed e' noto storicamente per
il contrabbando e il brigantaggio ottocentesco in quanto zona di confine tra il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e la Repubblica di San Marino, ma soprattutto per la sua
antica Abbazia. La chiesa abbaziale e' posta sulla sommita' di una rupe che domina una
valle aspra e solitaria; costruita a meta' del secolo XI° e' uno dei piu' importanti monumenti romanici della Romagna. Donata all' ordine benedettino dai capifamiglia del luogo fu restaurata nel 1384 per assumere la
funzione di protezione militare. Il possente fabbricato e' disposto su tre piani, mentre gli spazi piu' bassi, aperti a botola sulle cantine sono scavati nel ventre della montagna. Anche l'interno della chiesa e' solido e
severo; disposto su una navata mostra una mirabile copertura a volta in conci di pietra viva, mentre le pareti sono ornate da
affreschi trecenteschi di grande qualita'. Ai piedi della salita che conduce all'abbazia vi sono
due chiese: quella della Madonna delle Nevi o della Cella, con la Cappella di S.Giuseppe e la
chiesa di S.Luca, detta dei Morti. Costituiscono un nucleo oratoriale che presenta
elementi settecenteschi, ma gia' esistente in epoca medioevale. La morfologia di questo territorio e' stata segnata profondamente dall'erosione fluviale; l' azione turbinosa dell'acqua ha determinato la creazione delle cosiddette
marmitte dei giganti, ed ha generato scenari particolarmente spettacolari nel tratto che va da Ponte Rosso fino al
ponte Romanico, che per secoli ha costituito l'unico mezzo che collegava questa parte della
Romagna con il Montefeltro.
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