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I Castelli
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CASTELLO DI BACCIOLINO
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Nel 1220 l'imperatore Federico II concesse questa rocca al vescovo-conte Alberico di
Sarsina. Venne poi in possesso degli Ubertini nel 1404 e successivamente passo ' di nuovo alla chiesa Sarsinate fino al 1460 quando infeudo' Bacciolino a Napoleone
Tiberti. I Tibertini vi rimasero a lungo, con la sola eccezione dei 10 anni in cui furono estromessi con la forza dal conte GianFrancesco Guidi di Bagno. Con l'avvento di Papa Leone X, il Castrum Bacciolini fu governato direttamente dalla santa sede.
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CASTELLO DI CIOLA
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Il Castrum Ceolae era posto "in un alto monte con una forte rocca, alla cui custodia era preposto un castellano al servizio del Vescovo di
Sarsina, ai confini della Diocesi".La chiesa Sarsinate resse le sorti del castrum per secoli, a partire dal 1179, ma questo non ha impedito che nel 1330 fosse completamente distrutto. Una volta riedificato il castello, il feudo di Ciola allargo' i suoi confini, tanto
che', nel 1371 il Cardinale Anglico indica con il termine di "Contea di
Ciola" un insieme di Castelli (Ciola, Cerfoglio, Musella, Monte Sorbo, Finocchio e
Apozzo) amministrati direttamente dal vescovo di Sarsina. Nel corso del XV secolo Catrum
Ciolae, entro' nel dominio delle famiglie Ordelaffi e Malatesta ma nel 1502 torno' definitivamente alla chiesa. Fu distrutto una seconda volta, dalle truppe del papa, nella repressione di una rivolta scoppiata contro il vescovo di
Sarsina.
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CASTELLO DI COLONNATA
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Anticamente ubicato "su di una rupe rocciosa sulla riva del fiume Savio, sulla strada per cui si va in Tosca, con torre fortissima, e 28 focolari...". del castrum Colonnate si ha notizia fin dal 1085, quando il vescovo Geremia ne concesse due parti a Ugone Tebaldi e alla consorte donna Gualchena di Cesena. All'inizio del XII secolo e per oltre 100 anni Colonnata fu della famiglia
Tiberti, ma nel 1220 Federico II ne decreto' il possesso al vescovo di
Sarsina. Nel 1292 fu l'arcivescovo di Ravenna ad avere terre in questa zona, quando Giovanni Fantino degli
Onesti gli vendette parte del Castello con terreni fra il fiume Savio, Monte Pelano e il castello di
Rontagnano. Si ha pure notizia, tramite gli annales che nel 1334 a seguito di una lite avvenuta fra gli abitanti di Colonnata e
S.Damiano, un giovane del castrum fu ucciso. Per ritorsione la pieve e alcune case del burgus S.Damiani furono bruciate. Nel 1502 Colonnata divento' un possedimento del famoso Cesare
Borgia.
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CASTELLO DI LINARO
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La rupe sulla quale poggia tutto il centro di Linaro-Castello presenta ancora sui due lati, le aperture dei passaggi sotterranei, tratti e rovine della cinta sul versante nord, nonche' ruderi di un torrione difensivo a pianta circolare. E' ricordato fin dal 1021 per un processo, qui avvenuto, contro l'arcivescovo di Ravenna. Nel 1195 fu venduto da Guido di Falcino, al vescovo di Sarsina e nel 1371 fu posto sotto il vicariato di
Montefeltro con il possesso di Giovanni Savanelli di Cesena(della famiglia
Aguselli). Tornato in seguito al vescovo-conte di Sarsina, nel 1406 fu venduto per 50 ducati a Carolo Lapi di Cesena, condottiero di Andrea
Malatesta. Dopo alterne vicende e ulteriori passaggi di proprieta', Linaro torno' nelle mani degli
Aguselli, fino al 1588. Quell'anno il castello fu assediato da Baldazzo Baldazzi di Cesena, che l'espugno' e uccise il signore del luogo, il conte Orazio
Aguselli.
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MONTE CASTELLO
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Fu concesso da Federico II alla chiesa sarsinate nel 1220; nel 1371 apparteneva a Mainardo Ravaldini e poi passo' alla famiglia
Onesti di Ravenna, il cui discendente Giovanni nel 1442 lo vendette a Malatesta Novello, signore di Cesena. Rimase sotto il dominio dei Malatesta finche' Leone X, nel 1519, lo diede in feudo ad Alberto Pio da Carpi assieme a Sarsina e
Meldola. L'antica Rocca si ergeva su di un poggio sopra l'attuale abitato dove e' presente una bella chiesa settecentesca con caratteristiche meridionali dedicata a San Lorenzo.
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CASTELLO DI MONTE IOTTONE
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Anticamente era denominato "Castrum Montis Glutonis" o
"Montis Jutonis" e fu ceduto alla chiesa sarsinate nel 1220. La preziosa relazione del cardinale Anglico De Grimoard descrive il castello
cosi': " Castrum Montis Glutonis, posto nel vicariato del Montefeltro e' tenuto dal comune di Cesena ; ha un fortilizio e Rocca con l'abitato separato dal castello con 14 famiglie ed e' custodito solo in tempo di guerra".
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BORGO S.DAMIANO
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E' l'insediamento piu' antico del comune di Mercato Saraceno; tracce del periodo neolotico sono state scoperte nella cava di argilla della Fornace per laterizi. Sono numerose le testimonianze dell'epoca romana, quando S.Damiano era un semplice vicus lungo la strada che da Cesena conduceva a Sarsina e alle terme di Bagno di Romagna. Con la diffusione del cristianesimo, fu costruita una pieve di cui si ha notizia fin dal X sec. Nel 1255 "Terra Sancti
Damiani" assieme a Mercato Saraceno era sotto la giurisdizione dei vescovi di
Sarsina. Si ha notizia il 16 aprile 1334 di un conflitto tra Federigo
Malatesta, signore di Taibo e Rontagnano e gli abitanti di
S.Damiano. Nel 1371 diventa "Burgus Sancti Damiani" la cui chiesa arcipretale poggia sulle rovine di un tempio pagano. Nel 1660 vi nacque mons. Giambattista
Braschi, (1660 - 1736) arcivescovo di Nisibi e storico.
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CASTELLO DI TAIBO
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La prima memoria di Castrum Taibi e' del 1220 quando signore del luogo era Federighino Malatesta, che possedeva anche il vicino feudo di Rontagnano. Nel 1371 nella rocca di Taibo si contavano 32 focolari e nel proseguo del XIV secolo i possessi del castello si espansero quando a un km e mezzo sorsero la "Massa di Taibo" e la "Villa Massae Taibe" che contava un buon numero di abitanti. Nel 1608 era una parrocchia composta da 60 famiglie e nel 1800 il numero degli abitanti aveva superato le mille unita', ma con sole 70 persone ad abitare nell'antico borgo.
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