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Zone di vigne, di pietanze e prodotti tipici salvati dalla dimenticanza e dalla massificazione, la collina della Comunita' Montana dell' Appennino Cesenate è un crogiolo di richiami gustativi e olfattivi. Al di sotto dei 500 metri sono diffuse le coltivazioni di cereali, fagioli, cipolle, rape, piselli, zucche, verze che hanno determinato una cucina ricca di zuppe di condimenti vegetali; quelli alle erbe spontanee sono particolarmente importanti. Lo stridolo é una piantina succulenta che spunta ai primi soli di primavera. A Rontagnano la prima domenica di maggio si celebra una sagra dedicata a questa erba che si usa come elemento caratteristico di un particolare ragù, oppure nella minestra, saltato in padella o nel ripieno di crescioni e tortelli. Il raperonzolo, altro frutto spontaneo dei campi, é festeggiato in primavera a San Giovanni in Galilea, nel comune di Borghi. Del raperonzolo sono commestibili le foglie ed ha un sapore gradevole, leggermente dolciastro. Viene impiegato nei sughi, nelle salse e nei ripieni. Sminuzzato fa da condimento a risotti e bistecche, ma per i buongustai, il massimo lo si raggiunge assaggiandolo lessato e condito con l'aceto. Legato alla vendemmia è un esclusivo dolce del paese di Montegelli; il savor. Si tratta di marmellata che sposa il gusto della frutta all' aroma del vino. Un savor fatto come si comanda ha bisogno di uva selezionata, frutta secca, frutta fresca e candita. Approfittate della sagra che si tiene ogni anno, l'ultima settimana di settembre a Montegelli.  Parlando di prelibatezze della Collina é impossibile non citare il celeberrimo formaggio di fossa di Sogliano. Il bustrengo é un dolce tipico della collina, che ben si sposa con i formaggi e i prodotti del sottobosco delle sagre d'autunno. Composto da farina di grano, farina di polenta, latte, pane grattugiato, uova, strutto, zucchero limone, uva sultanina, arance, vaniglia e altri ingredienti che vengono tenuti segreti, é cotto prevalentemente al forno ed ha un sapore delizioso e un profumo invitante. Le pagnotte pasquali, pane dolce con uvetta e anice, sono tipiche di buona parte della collina. Esiste un' altro bustrengo; il migliaccio, un dolce fatto con il sangue di maiale. E sempre tra i dolci, come non citare quelli fritti del carnevale, le castagnole e le frappe, le ciambelle, i biscotti cotti al forno e il porcospino, dolce di zucchero e burro con un'anima di biscotti bagnati nel caffe' e un bel dorso irto di mandorle tostate. La collina cesenate tra Longiano, Montiano, e Roncofreddo é anche terra di ulivi, che danno una produzione di olio di ottima qualità, assai simile a quello toscano. Sono di casa anche le piadine, i crescioni (i più diffusi sono quelli con le erbe e fritti nello strutto), i cappelletti, le tagliatelle, i gnocchi di patate, i passatelli e i tortelli ripieni di erbe e ricotta. Una variazione delle paste ripiene é la spoia lorda, ottenuta stendendo uniformemente sulla sfoglia una farcitura a base di ricotta, formaggio squaquarone, noce moscata, buccia di limone. Le carni tipiche sono gli umidi, ma é difficile evitare i classici arrosti: di pollo, di coniglio, di agnello e di maiale. La gastronomia collinare dedica molto spazio alla cacciagione; lepri (magari in salmi'), uccelli a carne bianca (il fagiano, la starna), a carne nera (beccacce, tordi, colombacci) e cinghiale. Dove il maiale rappresenta da sempre il simbolo dell'abbondanza e del palato, una fiorente industria di insaccati produce salami squisiti, prosciutti dal gusto forte e stagionato, coppe profumate, cotechini, coppe di testa e pancette A Mercato Saraceno la tradizionale festa di Maggio é un tributo al meglio di queste produzioni.
 
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