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Puo' un colosso di cemento alto piu' di 100 metri, inserirsi armoniosamente in un contesto in cui il verde dei boschi la fa da padrone? Dagli anni 80 a oggi, le migliaia di turisti che ogni anno, visitano la diga di Ridracoli, risponderebbero alla domanda con un entusiastico si. Iniziata nel 1974 e ultimata nel 1982 la diga (una delle piu' grandi in europa), ha uno sviluppo al coronamento di 430 metri e il bacino che ne e' stato ricavato ha una capacita' di 33 milioni di metri cubi d'acqua. La realizzazione di quest' opera ha un valore inestimabile per la Romagna; da Ridracoli scaturiscono i rifornimenti idrici per 49 comuni delle province di Forli'-Cesena, Ravenna, Rimini e della Repubblica di San Marino. Lo scenario naturale e' indubbiamente ricco di fascino e la presenza di un lago, lo arricchisce ulteriormente. Il lago e' a quota 557 metri e ha una superficie di 1.035 metri quadrati; cosi' e' possibile visitare la zona anche in battello e sfruttando il fatto che uno dei suoi rami lambisce la foresta della Lama, e' disponibile un ulteriore (e suggestivo) mezzo con cui i centri visita del parco organizzano (da giugno a ottobre) le escursioni in quella straordinaria foresta. Per raggiungere Ridracoli in automobile, bisogna arrivare a S. Sofia e da qui seguire la ss 310 per Isola. Giunti a Isola si devia sulla sp 112 che conduce alla diga.
La foresta della Lama, e' un incantevole pianoro incastonato fra meravigliosi boschi all'incrocio di due valloni che confluiscono verso il lago di Ridracoli. Per arrivarci potete percorrere il sentiero che da Passo Fangacci (metri 1234) conduce a Poggio allo Spillo, oltrepassato il quale si arriva al passo della Crocina (1382). Da qui si scende sulla strada forestale che porta, attraverso i boschi alla piana della Lama (712 m.). L'area e' comunque visitabile usufruendo del servizio di bus navetta organizzato dal Parco Nazionale, partendo dai centri visita di Bagno di Romagna e di Badia Prataglia. Percorrendo gli itinerari della foresta, affiorano alla mente pensieri esprimibili con aggettivi superlativi; questa foresta e' tanto bella quanto grande e' la sua varieta' di forme e di habitat. Potrete ammirare carnivori come il lupo o le loro eleganti prede (caprioli, cervi...), l' aquila, la poiana, o godere del verde intenso sul quale si stagliano impressionanti concentrazioni di alberi giganteschi; querce spettacolari, faggi imponenti, tassi secolari e persino millenari. La luce pulita e netta vi consentira' di apprezzare le mille piante della foresta; ginepri, felci, viole nelle radure, mentre nei prati fioriscono piante alpine come il croco e la genzana e poi gigli, martagoni, orchidee... e tanto silenzio interrotto solo dallo scorrere dell' acqua limpida e fresca dei ruscelli, dal fruscio degli animali selvatici e dal vento.
Dalla vetta di questa montagna si puo' ammirare un panorama stupendo; a nord ovest si domina tutta la foresta della Lama e oltre lo sguardo giunge al lago di Ridracoli. A ovest gli occhi si posano su altre localita' di grande pregio naturalistico come la zona di S.Paolo in Alpe. A est invece e' possibile ammirare Rio Salso, il bel crinale del Monte Piano e nelle giornate piu' terse e' persino osservabile la riviera adriatica. L' impatto sui visitatori e' mozzafiato; non sono state poche le occasioni in cui le guide hanno visto gli escursionisti che qui giungevano la prima volta, travolti dalla potenza dello spettacolo, che si parava ai loro occhi. Per arrivare al Monte Penna si prende la statale umbro-casentinese (ss 71) fino a Badia Prataglia. Da Badia si imbocca la strada per l'eremo di Camaldoli fino al rifugio del passo dei Fangacci; la cima del monte Penna e' a soli 20 minuti di cammino.
E' una zona di bosco dove l'ambiente si evolve in maniera del tutto naturale. Infatti dal 1959, anno della sua istituzione, non viene praticata alcuna attivita' forestale; le piante non subiscono tagli e si riproducono naturalmente, gli alberi caduti non vengono asportati ma lasciati al suolo, dove vengono attaccati da funghi, insetti e microrganismi che ne favoriscono la degradazione. Lo scopo della riserva e' la conservazione integrale a fini scientifici e tecnici di una rara foresta, dove gli equilibri naturali non vengono alterati, rendendola quanto di piu' simile esista oggi alle antiche foreste vergini che migliaia di anni fa ammantavano tutta l'europa. Non stupisca quindi il fatto che sui 764 ettari della riserva i controlli siano estremamente severi e che l'accesso sia limitato e concesso solo per motivi di studio. L' area e' situata in gran parte nel comune di Bagno di Romagna e da un punto di vista altimetrico si estende dai 1.520 m di Poggio scali ai 650 di Campo alla Sega ed e' in gran parte impervia, con una notevole pendenza dei versanti. Il bosco vede la presenza di molti alberi plurisecolari e di dimensioni colossali ed e' costituito in buona parte, da un' associazione di abete bianco e di faggi (con questi ultimi predominanti nelle quote piu' alte). A queste due essenze si mescolano molte altre specie arboree: l'acero montano, l'acero riccio, il carpino bianco, l' olmo montano, il tiglio, il frassino ed il tasso. La grande variabilita' genetica, non e' limitata alle sole piante arboree, ma ci preme qui sottolineare l' enorme interesse che Sasso Fratino ha suscitato all' estero; per il suo inestimabile valore biologico ha conseguito per ben due volte, nel 1985 e nel 1990, il diploma del Consiglio d' Europa.
 
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