 | |  | |  | |  | |  | |  | |  | | Il massiccio del Fumaiolo |  | |  | |  |
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La montagna del Fumaiolo e' importante per diverse ragioni. Innanzitutto l'acqua; vi sgorgano numerose sorgenti e da due di queste (le vene), nasce, tra i faggi, un fiume importante e famoso nella storia italiana; il
Tevere. Dagli anni 30 la sorgente e' "ornata" da una colonna di marmo con tanto di aquila reale, un monumento indicativo del regime politico dell' epoca ma anche di un fatto avvenuto pochi anni prima. Nel 1923, Mussolini ordino' che questa zona passasse dalla provincia di Firenze a quella di
Forl'; il fiume caro ai destini della patria, doveva nascere in romagna! Alla sorgente si giunge percorrendo la strada provinciale, da due localita' climatico turistiche del comune di
Verghereto; Alfero e le Balze. Il massiccio del fumaiolo dall' alto dei suoi 1407 metri sovrasta
quattro vallate sottostanti disseminate tra Romagna, Marche e Toscana. Il suo territorio e' coperto da fitti e verdissimi boschi di querce, faggi e castagni, dove abbondano lupi, daini, caprioli, cinghiali e dove e' facile osservare il volo dell' aquila reale.
Ma ritorniamo ai fiumi. A Montecastelvecchio, sempre nel massiccio del
Fumaiolo, a quota 1.126, nasce il fiume Savio che se non caro ai destini della patria, lo e' almeno a quelli della
Romagna; la sua sorgente e' segnata da un monumento in ferro caratterizzato dal
lupo (il simbolo di Montecoronaro) e dalla Caveja che e' il simbolo della Romagna. Nel suo tortuoso percorso di 126 km, inizialmente bagna le zone di
MonteCoronaro e di Verghereto, poi S. Piero in B., Sarsina, Mercato Saraceno, Cesena e infine sfocia nell'adriatico, nei pressi di Cervia.
Oltre a essere la vetta piu' alta dell'appennino cesenate il fumaiolo ne e' anche l'unica
stazione sciistica (tra l'altro molto ben attrezzata). Se a cio' aggiungiamo che la localita' e bellissima ed e'
ideale per le escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike, possiamo indicare un' altro motivo della sua rilevanza; il turismo!
Turismo che non e' solo sportivo, ma anche e ci si passi il termine, "religioso". Alle pendici del monte, tra il fitto e il fresco dei boschi di faggi, sorge l'
eremo di S. Alberico, uno dei piu' importanti luoghi spirituali dell' Emilia-Romagna. La data della fondazione non
e' nota, cosi' come sono poche le notizie sul Santo fondatore dell'eremo. Gli annali Camaldolesi affermano che S.Alberico visse tra il V e il VI secolo e che fosse Toscano. La tradizione vuole che egli nobile, avendo scelto di darsi completamente a Dio, si trasferi' in un luogo isolato, ricco solo di boschi e di sorgenti, per condurvi una vita di penitenza. Nei primi secoli di vita il romitorio non era nient'altro che una grotta scavata nella roccia che serviva da riparo per i rigidi inverni della montagna. L'attuale struttura e' dovuta a una serie di ampliamenti e di rifacimenti che si sono succeduti nei secoli, e che sono stati piu' consistenti tra il 1964 e il 1966 per volere dell' ultimo eremita,
Don Quintino Sicuro per il quale e' in corso un processo di beatificazione. Il luogo e' raggiungibile solo a piedi lungo la ripida mulattiera chiamata le "scalette" che e' percorsa da folle di pellegrini che pregano e chiedono la guarigione dei mali erniosi e intestinali. All'interno dell'eremo e' custodita una
reliquia: una tibia del Santo che la tradizione vuole sia taumaturgica, cosi' come lo e' ritenuta la fonte che e' accanto alla costruzione. E sempre la tradizione vuole che il santo sia morto
all'eta' di 120 anni il 29 agosto, percio' ogni anno in questa data si celebra la sua festa. |
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