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Natura e Territorio
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Alta collinaI comuni di Borghi, di Roncofreddo e di Sogliano al Rubicone costituiscono la parte nord-orientale della Comunita' Montana e sono racchiusi a ovest dalla valle del Savio, a sud da una catena di rilievi che vede il Monte Perticara (metri 883) e il Monte Fagnano (metri 470) come gli elementi piu' consistenti, a est dal fiume Uso, mentre quasi al centro di questo territorio si staglia il Monte Aquilone (metri 1355, a occidente delle sorgenti del fiume Rubicone). Il margine settentrionale invece vede l'asperita' della collina, degradare sempre piu' fino al limitare della pianura padana. L'Uso e' un fiume che dopo una lunga corsa dalle pendici del monte Perticara si attarda curvilineo nella pianura fra Santarcangelo e il mare. La piattezza del territorio e l'apporto di sabbie erose alle colline hanno rallentato il deflusso delle acque costringendole a crearsi un varco ora a destra ora a sinistra, generando piccoli meandri oggi contenuti da robusti argini. Nonostante il suo medio corso abbia apparenze modeste, il medioevo vi ha lasciato numerose vestigia della sua civilta'. Sullo scoglio di Ripa Calbana sorgeva un castrum che lungamente conteso nel medioevo fini' nelle mani dei Malatesta per essere distrutto insieme ai suoi padroni. Nei periodi di siccita' un velo biancastro ricopre alberi e case; vieneCalanchi dalle vicine cave che mangiano pezzo per pezzo le rupi calcaree sulle quali gia' nell'eta' del ferro fiorirono gli insediamenti dei popoli appenninici. Sopra la cava alla sommita' del monte c'e' l'aereo paese di S. Giovanni in Galilea, a sud di Borghi capoluogo dell' omonimo comune. I Borghi sono collocati lungo una strada di crinale a pochi km dalla via Emilia che divide i fiumi Uso e Rubicone che e' delimitata da vigne e da panorami di larghissimo respiro. Risalendo la valle, via via piu' rustica altri radi insediamenti nascondono relitti di castelli: Ginestreto sbriciolato insieme allo scoglio detto Castellaccio sopra il rio Morsano e Ponte Uso, nel comune di Sogliano al Rubicone, che occupa una vasta zona compresa fra la media vallata del savio a ovest e le sorgenti del rubicone a nord, mentre a sud-est si estende lungo l'alto corso del fiume Uso. Ed e' nel territorio di Sogliano, nell' alto corso, che l'Uso e' ricco di splendidi paesaggi. Dopo una spettacolare strettoia con il fiume incassato fra le alti pareti stratificate, su un pianoro si incontra l'abitato di Pietra dell'Uso che era feudo dell'abbazia di Montetiffi. Il paesaggio della media valle e' lontano, campi a medica o a frumento si mescolano a incolti, a calanchi, a siepi, a boschetti. La vegetazione e' ricca di specie spontanee e di Fiume Uso nei pressi di Montetiffi specie derivanti dalla passata colonizzazione agricola. Nei terreni umidi vi sono salici argentei, ontani neri, pioppi, canne, tife, carici, giunchi e nel sottobosco le orchidee selvatiche. Nei terreni piu' asciutti roverelle carpini, ornielli, pruni, biancospini e piu' in alto i castagni. Fra le specie di origine agricola, le tamerici, i gelsi, gli olivi, gli olmi, i sorbi, i melo grani. Anche nel comune di Sogliano in seguito all'abbandono di molte zone rurali, si sta lenta mente affermando una vegetazione che corrisponde sempre piu' a quella che esisteva prima dell'intensivo sfruttamento  dei suoli. Anche gli animali lo popolano stabilmente; rapaci come il gheppio, la poiana e lo sparviere, ma non mancano altre specie quali il picchio, il martin pescatore, l'upupa. L'alto corso dell' Uso, non mostra solo suggestivi abitat naturali, ma anche i segni di un passato ricco di storia e di arte, come nel caso dell'abbazia di Montetiffi. Dalla sommita' di Montetiffi gli occhi volgono a un paesaggio azzurrino, dolce e coltivato, con infinite valli e vallette in fondo alle quali scivolano fossi, e fiumi, tutti in corsa verso l'adriatico. Strigara, e' un' altra localita' che mostra i resti di un castello, il quale si elevava a dominare la via di crinale, che conduce dalla valle Marecchia e da Sogliano, agli antichi borghi del cesenate); ancora una volta il panorama e' di eccezionale vastita'. Dal colle di Strigara nasce il Rubicone, un piccolo fiume che dopo 44 kmBassa collina sfocia tra Savignano e Gatteo. Era in epoca repubblicana "finis italiae" e quale fosse il fatidico Rubicone dell' antica Roma, tra i tanti corsi d'acqua compresi tra Rimini e Cesenatico non e' dato sapere con certezza. La valle di questo fiume ha morbidi fianchi, piu' aperti e meno declivi di quelli dell'uso; prima selvosa poi sistemata a seminativi, infine allietata e pettinata da un trionfo di fruttetti e vigneti ordinatamente disposti. E' emozionante attraversarli in primavera quando peschi, susini, meli e albicocchi e viti mostrano verdi tenerezze o in autunno quando i colori di fuoco delle foglie svaniscono lenti nel grigio della terra. Su questo umanissimo paesaggio, inarcati sui colli, vegliano i piccoli centri generati dai castelli medievali: Borghi, Montilgallo e Roncofreddo. Il comune di Roncofreddo ha un'estensione di 51,72 kmq la cui altitudine varia tra i 100 e i 400 metri, con il paese posto a 314 metri sul livello del mare. I corsi d'acqua scorrono perpendicolarmente all'asse appenninico; il fiume Savio scende a ovest lungo una parte del confine comunale in localita' Gualdo. I torrenti Pisciatello e Rigossa al centro attraversano tutto il comune, mentre il Rubicone coincide con il confine meridionale. Una caratteristica del territorio sono i calanchi, avallamenti profondi e stretti prodotti dall'erosione dell'acqua sui terreni argillosi. Da questo florido centro agricolo, e' possibile ammirare un magnifico panorama della riviera romagnola tra Rimini e Cervia. 
 
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