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Fiume Savio a Valle di Mercato SaracenoIl fiume Savio nasce a m. 1126 a MonteCastelvecchio, nel Massiccio del Fumaiolo e nel suo tortuoso percorso di 126 km, passa dalla geologia tormentata dei contrafforti appennici, alle vigne e ai frutteti della collina per terminare il suo viaggio nella ricca pianura romagnola. La prima parte del suo percorso va in direzione sud-nord, bagnando le zone di Montecoronaro, Verghereto, i paesi di S.Piero in Bagno, Sarsina, Mercato Saraceno e la citta' di Cesena, da dove converge a est per sfociare nel mare Adriatico. Volendo ripercorrere questo tragitto a ritroso, da Cesena tutta la valle e' facilmente raggiungibile grazie alla superstrada E 45, le cui uscite permettono ai numerosi visitatori, di gustare la ricchezza ambientale e culturale della vallata costituita a sua volta da due parti ben distinguibili: il medio corso del fiume e l'altavalle. Il mediocorso del fiume Savio, inizia, a Mercato Saraceno, centro di origine medioevale, posto ai margini di una grande rupe che degrada ripida verso il letto del fiume. Il territorio del comune si estende per 100 km 2 interamente collinari, e raggiunge il suo punto piu' alto a quota 840 m. in prossimita' del Monte Aquilone e del confine con le Marche. A partire dal fondo valle, sui due lati dello spartiacque, l'orografia della collina si fa sempre piu' alta e aspra, soprattutto sul lato destro, caratterizzata com'e' da numerosi calanchi, alcuni veramente impressionanti come quelli delle zone di Serra e Piedimonte. Oltre al Savio, il territorio di Mercato Saraceno comprende parti di vallate di altri corsi d'acqua. Sulla sinistra dello spartiacque vi e' la valle del torrente Borello che e' un affluente del Savio, mentre risalendo, il crinale a destra, verso il Monte Feltro, si giunge in quella del torrente Uso. A valle del capoluogo, a pochi km in direzione sud, si entra nel comune di Sarsina, anch' esso interamente collinare e esteso su una superfice di 100 km2, compresa tra la medie vallate del Borello, del Savio e lungo il corso del torrente Para. Il suo capoluogo e' tenacemente aggrappato, su una collina di sedimenti fluviali, che dominano la media valle. Sebbene tutti iVeduta del Passo dei Mandrioli comuni della vallata, vantino una storia antica e un patrimonio artistico e culturale notevole, quello di Sarsina e' particolarmente rilevante. Il punto piu' alto del suo territorio e' il monte Rocchetta a quota 812 s.l.m, mentre la zona piu' pregiata dal punto di vista ambientale e' quella a nord-ovest del capoluogo; l'ambiente incontaminato, gli insediamenti abitati pressoche' inesistenti ne fanno l'ideale per compiere escursioni a piedi o in mountainbike. La peculiarita' geofisica piu' rilevante del comune sono le imponenti marmitte del gigante (cavita' intercomunicanti tra di loro costruite dalle acque vorticose sulle arenarie mioceniche), situate nel basso corso del fosso Mulinello sono facilmente raggiungibili dal capoluogo. Piu' a sud, verso l'Appennino la valle si restringe e appare il lago di Quarto, alimentato oltreche' dal Savio anche dal torrente Para. Qui convergono i confini dei comuni di Bagno di Romagna e di Verghereto con quelli di Sarsina. Dal bacino di Quarto ha inizio l'altavalle del Savio, terra romagnola si, ma che per 5 secoli e' stata talmente legata alle vicende dello stato fiorentino, da fargli guadagnare il titolo di Romagna-Toscana. Costituita dai comuni di Bagno di Romagna e Verghereto, l'alta valle e' avvolta dalla verde catena che dal Falterona (m. 1654 e sorgente dell'Arno) si estende al Fumaiolo, ed e' dominata all'interno dalla mole del Monte Comero (metri 1371), mentre a oriente si estende il massiccio delle Corsicchie (1221 m) che giganteggia su numerose frazioni dei due comuni e costituisce il belvedere piu' elevato sulla pianura e riviera Romagnola. Alle pendici del Comero, sul fondovalle, c'e' il paese di S. Piero in Bagno che e'il centro abitato piu' grande e popoloso di tutta la comunita' montana. A quattro km a sud di S.Piero, si trova Bagno di Romagna, capoluogo dell'omonimo comune e importantissimo centro termale; e' il comune piu' grande di tutto l'appennino romagnolo (23.344 ettari di cui solo 144 urbanizzati) ed e' prevalentemente montano. Bagno di Romagna puo' vantare un ricco patrimonio di foreste secolari, di flora e fauna, di fiumi, laghi e importanti fenomeni Parete Marnoso-Arenacea geotermici. A sud, il comune e' delimitato dal crinale dell'appennino che segna il confine con la toscana ed e' qui in prossimita' del valico dei mandrioli, che si trova la parte piu' pregiata del territorio; i 5.503 ettari della foresta della Lama e i 760 ettari dell' area wilderness di fosso del Capanno. La parte sud ovest di questo comune e' costituita dalle valli dei due bidenti: quello di Pietra Pazza e quello di Ridracoli. Sono valli anguste e piuttosto ristrette, ma anch'esse stupende per la qualita' del loro ambiente. La valle di Pietrapazza e' completamente disabitata ed e' ai margini della foresta demaniale casentinese, mentre la localita' di Ridracoli ha assunto dal 1982 un' importanza fondamentale per tutta la Romagna, grazie alla realizzazione di un diga, tra le piu' grandi d'europa. Il comune di Bagno di Romagna insieme a quello di Sarsina e Mercato Saraceno e' costituito anche dal territorio di un'altra valle; quella del Borello. E' una zona normalmente poco frequentata e conosciuta essendo una valle chiusa senza sbocco, parallela alla Val savio. Assieme alla contigua Valvoltre, costituisce un area vasta e poco popolata, sospesa e isolata tra i due principali assi viari (il Savio e il Bidente), ricca la prima di piccoli centri arroccati sui crinali, l'altra di borghi insediati sul fondo valle. Sono luoghi il cui valore e' prevalentemente culturale: castelli e borghi fortificati, chiese e casali che hanno mantenuto le proprie caratteristiche di nuclei rurali di origine medioevale. Da S.Piero in Bagno, percorrendo la strada che porta al valico del Carnaio, si sfiora l'insediamento medioevale di Montegranelli, posto in magnifica posizione panoramica su di un colle che domina tutta la alta valle, su cui restano tratti della cinta muraria e il portale di accesso in conci di arenaria, testimoni del castello. Giunti al valico ci si sposta superando S. Uberto vecchio posto di confine tra lo stato della chiesa e ilMedia Collina granducato di Toscana. Piu' a valle, Civorio posto su un colle che domina la strada; l'area e' densa di castelli abbarbicati su ambedue i fianchi della valle. Oltre a Civorio sono visibili i resti del castello di Bucchio, di Rullato e di Cigno. Piu' a nord si trova Monte Arsiccio, raccolto su un poggio aguzzo, quindi sul crinale Montemercurio e Pieve di Rivoschio, infine quelli piu' imponenti del castello di Ranchio, posto su 1 costone roccioso, che conserva quasi integra la struttura urbanistica del borgo medioevale. Piu' a nord, nel comune di Mercato Saraceno vi e' Linaro (m.205) disteso su uno spettacolare sperone di roccia arenaria che si allunga a sbarrare la valle creando uno stretto e profondo meandro. Da Bagno di Romagna, si transita a sud per la Toscana grazie alla s.s. 71, attraverso il valico dei Mandrioli o anche per l'umbria con la E45. A pochi km dal confine si erge a quota 812 m, il paese di Verghereto, caratterizzato geologicamente da una formazione marnacea molto sabbiosa, intercalata da limitati orizzonti arnacei e che per la sua peculiarita' prende il nome di "marne di Verghereto". Infatti i pochi km che separano Bagno di Romagna da Verghereto, vedono il paesaggio farsi via via piu' arido e tormentato, pur rimanendo suggestivo. Dato che Toscana, Marche e Umbria sono molto vicine, il passo di Montecoronaro ha assunto nella storia una grande importanza, dato che mettendo in comunicazione la valle del Savio con quella del Tevere ha segnato per secoli il tragitto piu' facile, per transitare dalla pianura padana alla Citta' Eterna. Il passo e' indicato nei vecchi testi, come il confine tra l'appennino settentrionale e quello centrale ed ha l'aspetto di una bocca per l'improvvisa depressione dello spartiacque di oltre un km. I possibili itinerari in questa bella landa di confine, sono di alta montagna e vanno a percorrere i confini di diverse regioni con insediamenti ricchi di storia e cultura. Il rilevo piu' importante, non solo per la sua bellezza ma anche per il turismo e', il Monte Fumaiolo, la vetta piu' alta dell'appennino cesenate (1.407 metri), culmine di un massiccio che domina quattro valli: a sud quella del Tevere, che nasce alle sue pendici a quota 1.268 metri e a sud ovest quella del fiume Senatello, importante affluente del Marecchia; a nord est sovrasta la valle che nasce dal torrente Para; a nord ovest la Valle del Savio.
Foresta della Lama in Autunno E' una montagna verdissima, ricca di fauna e di opportunita' per praticare diverse attivita' sportive. La sua vastita' racchiude altri magnifici rilievi, quali la parete di Montalto e la spettacolare rupe della Moia. Alle sue pendici giacciono numerosi centri, quali l'importante eremo di S.Alberico e i paesi delle Balze e della Falera. Balze a quota 1.096 e' il piu' elevato paese di Romagna, sorge ai confini con la provincia di Pesaro alle falde di una granitica barriera formata da rupi ciclopiche vicino alle sorgenti del Tevere. Se fino alle Balze il paesaggio e' dominato dalle stratificazioni marnose-arenacee, l'ambiente qui si diversifica decisamente, per la presenza delle argille scagliose a cui si deve, un paesaggio mutevole, una vivacita' e una disparita' di forme fra aree molto vicine, difficilmente riscontrabili altrove. Questo fenomeno geologico determina un'ambiente con pendii dolci e profili morbidi facilmente erodibili e franabili in cui fanno da contrasto le rupi arenaccee che compongono la cima di Monte Comero, la massa calcarea a forma tabulare del monte fumaiolo e quella del Ripa della Moia che risaltano decisamente con linee spiccanti e accidentate. Tutt'intorno emergono una serie di masse calcaree scomposte, frantumate e sgretolate dai moti oro genetici, slittate e disseminate qua e la' creando scogli isolati e speroni, con forme impervie e diroccate. La salubrita' del clima, l'abbondanza e la limpidezza delle acque, hanno fatto si che fin dall'antichita' questa terra e' stata meta di molte visitatori, anche di religiosi che qui stabilirono numerosi luoghi di preghiera. Se a nord delle Balze, posto su un costone allungato, vi e' il singolare paesino Capanne, a nord est del capoluogo si trovano altre due importanti frazioni del comune: Riofreddo e Alfero. Il paese di Alfero e' situato a 700 m. di altitudine ed e' coronato da ampi castagneti, da antichi nuclei sparsi, da limpidi torrenti che scendendo dalle Balze; e' un centro di soggiorno estivo in cui la quiete, l'aria e le passeggiate non possono che portare beneficio al villeggiante e stupire il turista di passaggio. Posto a due km da Alfero, su uno sperone di arenaria a strapiombo sul torrente alferello si erge Castel D'Alfero al quale la dominazione fiorentina ha dato elementi strutturali talmente atipici da non farli riscontrare in nessun' altro luogo della Romagna.
 
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